Tre storie di assistiti e di operatori che raccontano il servizio MAISOLI

Tre storie di assistiti e di operatori che raccontano il servizio MAISOLI

Il racconto del responsabile del servizio Andrea Trappolini

La storia di E.: stima e affetto reciproco

“E. Classe 1932.  È stata nostra paziente oncologica in fase terminale fino a qualche anno fa. Non si alimentava da sola si alimentava tramite somministrazione parenterale. Viveva da sola e di lei si prendevano cura i suoi nipoti. Gli operatori di MaiSoli, circa sei al giorno a rotazione, le fornivano assistenza h 24. Spontaneamente sono andati tutti al suo funerale. I famigliari sono rimasti molto colpiti da questo gesto di affetto. I nostri operatori le sono stati sempre vicini, fino all’ultimo momento della sua vita. Noi riusciamo a stare vicino alle persone come se fossimo all’interno alla famiglia. Si instaura un rapporto delicato e dedicato alla persona. Affrontiamo ogni caso con professionalità e con un’abbondante quota di umanità. Il forte legame che ci unisce durante il percorso di cura fa sì che il rapporto di fiducia e di stima si mantenga anche dopo”.

 

La forza del passaparola

“Tempo fa ho effettuato una valutazione a casa della zia di una nostra ex utente che si rivolse a noi per curare il marito affetto da parkinsonismo e demenza. Ricordo perfettamente che per consentirgli le migliori cure noi stessi ci mettemmo in contatto con il professor Fabbrini, noto neurologo specializzato per questa patologia. È stato un incontro spontaneo, ricco d’affetto e di ricordi. E questo è solo uno dei tanti casi che spiega come il passaparola, l’umanità e professionalità degli operatori e la fiducia dei pazienti siano fattori imprescindibili per il successo di MaiSoli”.

 

La professionalità non è mai un caso

“Mi viene in mente anche un’altra storia che mi è rimasta nel cuore. Nel trattare una bambina adolescente con una patologia ortopedica, mi resi conto che il papà che accompagnava la bambina aveva qualche sintomo di una patologia neurologica. Dopo qualche seduta, e non nascondo anche con un pò di impaccio da parte mia, parlai in disparte con il papà, chiedendogli se lui si fosse mai sottoposto a una visita neurologica. Mi rispose di no e quindi tramite i nostri neurologi gli presi un appuntamento presso una struttura pubblica. Purtroppo il mio sospetto che avesse una patologia neurologica seria e ingravescente fu confermato. Il papà fu molto colpito dal nostro interessamento e dalla nostra professionalità, in quanto nessuno fino ad allora gli aveva mai consigliato di sottoporsi ad una visita specialistica. Ovviamente fatta la diagnosi noi ci rendemmo subito disponibili per aiutarlo nell’affrontare le cure necessarie.
Da allora si è creato un rapporto speciale di fiducia totale da parte della famiglia e di tutti i loro amici e conoscenti. Siamo diventati un punto di riferimento per tutte le loro problematiche riguardanti gli aspetti socio-sanitari. Il nostro obiettivo è proprio questo: rendere partecipi in modo interattivo i pazienti e i loro familiari ai percorsi terapeutici, permettendo di instaurare una modalità di cura basata su una reciproca collaborazione al fine di rendere le cure accessibili a tutti. Il tutto contenendo il più possibile i costi delle assistenze”.